Le relazioni sociali, la nuova tendenza della ricerca di Pompei

Nella conferenza della Società Dante Alighieri di Pori, la dott.ssa Eeva-Maria Viitanen ha guidato il pubblico al tema della sua conferenza Case e abitanti a Pompei.

Ha invitato a pensare come si può concludere a causa della casa oppure dell’abitazione che abitano lì. Si trova un nome sulla porta. Si dovrebbe osservare le foto, le fonti scritte, gli oggetti con iniziali oppure l’arredamento dentro la casa.

FT Eeva-Maria Viitanen kertoi Porissa Pompejin asukashistoriatutkimuksen uusista tuulista.Così si può aver ragione ma evidentemente no. Magari le persone sono figliocchi delle foto che non hanno mai vissuto nella casa, l’oggetto con iniziali può essere l’eredità degli avi oppure originario del mercato delle pulci.

La sig.a Viitanen ha chiesto se importa di sapere che hanno vissuto nella città antica.
“Ma sì. Sapendo sull’abitato, sugli abitanti e sulle loro relazioni sociali possiamo comprendere come funziona la società romana.

La premessa molto usata per la ricerca precedente era che se hanno trovato in qualche casa sia una pubblicità elettorale sul muro esterno sia un anello di sigillo allora la casa si è nominata l’abitazione di una certa persona.

La sig.a Viitanen dice comunque che gli antichi schemi di ricerca non funziano più.
Il sostenitore della pubblicità elettorale non è necessariamente il proprietario della casa oppure nemmeno l’abitante. Il timbro trovato nella casa non appartiene necessariamente al proprietario o all’abitante della casa. Si deve percorrere di nuovo il materiale archeologico.

La sig.a Viitanen ha cercato reti diverse per motivo dei nomi di iscrizioni e le relazioni sociali degli abitanti iniziano ad essere rivelate.

“Sono dell’opinione che per la ricerca sia necessario prendere questo verso. Non si deve gettare lo sguardo su un edificio ma si deve guardare anche come gli edifici profilano la città.”

 Maria Haavisto